Nella cabina di volo di un aereo, l’aria viene filtrata dall’esterno e portata a una pressione pari a quella che si trova in montagna a circa 2400 metri di altitudine. A questa “altezza” l’aria presente nelle cavità del corpo (all’interno dell’orecchio, del naso e nei polmoni) si espande fino ad occupare uno spazio maggiore del 30% circa rispetto allo spazio occupato a terra.
L’espansione dell’aria provoca il ben noto fastidio alle orecchie e, in alcuni casi, qualche difficoltà respiratoria o, addirittura, dolore ai denti se questi presentano al loro interno cavità causate da carie o da otturazioni mal riuscite. Un accorgimento utile per ovviare a questi fastidi consiste nel deglutire o sbadigliare frequentemente per ristabilire un equilibrio tra la pressione dell’aria esterna e interna al corpo e nell’evitare viaggi aerei subito dopo aver subito cure ai denti. Nel caso si viaggi con neonati, è utile farli succhiare soprattutto durante le fasi di decollo e atterraggio dell’aereo, quando le variazioni di pressione dell’aria sono maggiormente evidenti.