Per poter scegliere il miglior
approccio terapeutico bisogna innanzitutto valutare le
dimensioni dell’aneurisma.
Se è piccolo, è sufficiente che un chirurgo vascolare lo tenga sotto controllo con esami periodici a ultrasuoni o altri esami del caso.
Se l’aneurisma cresce – e tanto più se lo fa rapidamente – è necessario intervenire chirurgicamente prima che avvenga la rottura. Di norma si interviene nei casi in cui l’aneurisma supera i 5 centimetri di diametro (un’aorta normale ha un diametro di circa 2,3 cm negli uomini e di 1,9 cm nelle donne).
L’intervento chirurgico consiste nell’incisione dell’addome per poter aprire l’aneurisma e posizionare al suo interno una
protesi. Si può decidere di procedere anche con una tecnica decisamente meno invasiva che è quella
endovascolare. Sotto controllo radiografico si inserisce un catetere (o una piccola sonda) attraverso una piccola incisione praticata nell’inguine. A questo punto si colloca una protesi di rinforzo all’interno dell’aneurisma.
La scelta del metodo da utilizzare è valutata in base a molti fattori, tra cui la gravità dell’aneurisma e lo stato generale di salute del paziente.