Il
rischio cardiocerebrovascolare esprime la probabilità dell’individuo di essere colpito da ictus o infarto del miocardio (chiamati nella terminologia medica “eventi cardiovascolari maggiori”).
Negli ultimi tempi a questa dicitura già lunga è stato aggiunto l’aggettivo “globale”, per sottolineare che queste patologie sono associate a molte cause diverse che interagiscono tra di loro con un effetto superiore a quello che risulterebbe dalla semplice addizione dei singoli fattori.