Il primo passo importante da fare per curare l’angina è
abbandonare immediatamente i comportamenti a rischio (fumo, eccesso di cibo) ed evitare gli stress. Inoltre, vanno corrette, con farmaci o altri interventi appropriati, eventuali aritmie (alterazioni del battito cardiaco), problemi della tiroide, vizi valvolari.
Come bloccare la crisi
Alla comparsa del dolore anginoso, di solito ben riconoscibile, va immediatamente sospesa qualunque attività fisica: bisogna
fermarsi e possibilmente
coricarsi.
In questi casi per superare l’attacco anginoso si utilizza un potente
vasodilatatore
derivato dalla nitroglicerina (nitroderivato): le formulazioni più usate, perché a
effetto più rapido, sono le compresse da sciogliere sotto la lingua o lo spray sempre da spruzzare sotto la lingua in quanto il tessuto sublinguale, essendo fortemente
vascolarizzato, permette un veloce assorbimento del farmaco e il suo più rapido arrivo ai vasi coronarici.
Se dopo 5-10 minuti il dolore fosse ancora presente, si può prendere una seconda dose, preferibilmente dopo aver misurato la pressione in quanto questi farmaci tendono ad abbassarla, ma se anche così il dolore persiste è meglio recarsi in
Pronto Soccorso per consentire la rapida esecuzione di un elettrocardiogramma.
Trattamento
Per curare l’angina pectoris si utilizzano farmaci che riducono il
consumo d’ossigeno del cuore (beta-bloccanti, calcioantagonisti), che aumentano il flusso di sangue nelle
coronarie (nitroderivati) e che proteggono i
vasi sanguigni, mantenendo fluido il sangue (ad esempio l’
acido acetilsalicilico). Se le cure farmacologiche non risultano sufficienti a tenere l’ischemia sotto controllo, è necessario prendere in considerazione: l’
angioplastica coronarica (un intervento che “stappa” le arterie ostruite) o nei casi più gravi il
bypass coronarico.