Il mal di montagna è un insieme di sintomi che variano dal “semplice” mal di testa al più grave edema polmonare o cerebrale. I sintomi si verificano quando la velocità di salita in quota elevata (in genere oltre i 2400 metri) è superiore alla capacità di adattamento dell’organismo (solitamente 300 metri di variazione al giorno).
Mano a mano che l’altezza aumenta, l’aria si impoverisce di ossigeno e il corpo ha bisogno di tempo per abituarsi a questo cambiamento: per compensare la diminuzione di ossigeno nell’aria è necessario respirare più velocemente e questo causa una variazione nella composizione del sangue (in particolare varia il livello di acidità del sangue, una caratteristica fondamentale per le funzioni dell’organismo).
Il mal di montagna può manifestarsi con sintomi di tipo e gravità diversi:
mal di montagna acuto: compare entro 18 ore dalla salita in quota. I sintomi sono mal di testa, nausea, vomito, insonnia, mancanza di appetito, colorito cianotico (violaceo) e affaticamento. I sintomi possono migliorare o trasformarsi in mal di montagna cronico;
mal di montagna cronico: è caratterizzato dagli stessi sintomi di quello acuto, ma più gravi;
edema cerebrale: è causato da un accumulo di liquido nel cervello. Si manifesta con mal di testa violento, sonnolenza, stanchezza, stato confusionale e difficoltà di
coordinamento dei movimenti;
edema polmonare: è causato da un accumulo di liquidi nei polmoni, può manifestarsi anche dopo quattro giorni dalla salita. I sintomi sono tosse con espettorato schiumoso e rosa per la presenza di sangue e difficoltà respiratoria.
In tutti questi casi, appena i sintomi compaiono è necessario interrompere la salita, scendere a quote inferiori fino alla scomparsa dei sintomi e riprendere l’ascesa con un ritmo e un periodo di acclimatamento adeguati. Nel caso in cui la discesa sia impossibile, può essere utile avere con sé una camera iperbarica portatile: la camera di Gamow (dal nome del medico, Igor Gamow, che la inventò). La camera iperbarica portatile è una sorta di cilindro gonfiabile all’interno del quale viene pompata aria a una pressione diversa da quella atmosferica: per esempio, a 3000 metri d’altitudine, l’aria all’interno di una camera iperbarica portatile può simulare l’atmosfera che si respirerebbe se ci si trovasse a 2400 metri.