Va precisato che il metodo farmacologico a base di nicotina riduce la
sintomatologia legata alla dipendenza fisica, ma non influisce sulle
difficoltà connesse all’aspetto psicologico.
Proprio per questo è importante che il fumatore che decide di smettere di fumare si affidi a un
medico di supporto o, meglio ancora, che sia inserito in un
gruppo di
disassuefazione al fumo.
Questi gruppi, composti in media da una quindicina di persone guidate
da uno psicologo, si fondano sul reciproco sostegno,
sull’autosservazione e su tecniche cognitivo-comportamentali che
aiutano a intraprendere un percorso graduale di disassuefazione con una
data prefissata come limite.
A fine corso, più del 70% dei partecipanti dichiara di aver smesso di
fumare e, a un anno di distanza, la percentuale degli ex fumatori si
attesta intorno al 38%, ovvero ben al di sopra di quella che si ottiene
con i metodi solo farmacologici.