Gli effetti negativi della sigaretta, in particolare nei confronti del rischio tumorale e cardiovascolare, restano pressoché invariati anche se si fumano sigarette “leggere”.
In Italia, le scritte “light”, “ultra light”, “mild” o “a basso contenuto di catrame” - in poche parole tutte quelle scritte sulla confezione di sigarette che spingono il fumatore a credere di fumare sigarette “leggere” - sono infatti state
vietate per legge.
Questo tipo di segnalazione è stata indicata come “pubblicità ingannevole”, perché attribuisce erroneamente ai termini “light” o a espressioni analoghe il significato di “meno nocivo per la salute”.
Gli effetti avversi del fumo sono solo in parte legati al contenuto di
nicotina che, pur essendo la sostanza che crea dipendenza dalla sigaretta, non è la più pericolosa.
Vi sono, infatti, i prodotti della combustione, come i
catrami e il
benzene, che hanno un effetto cancerogeno ben dimostrato. Il calore stesso può indurre la comparsa di tumori del labbro e delle mucose della bocca. Anche le sigarette sottili sono dannose, perché le molte sostanze negative si trovano nella carta più che nel tabacco stesso.
Il decreto legislativo numero 184/2003 ha stabilito, inoltre, che dal primo gennaio 2004 tutte le sigarette in commercio non possono contenere più di 10 milligrammi di catrame, 1 milligrammo di nicotina e 10 milligrammi di monossido di carbonio per sigaretta.
Fumarsi la salute
La regolamentazione dei contenuti di sostanze dannose presenti nelle sigarette non riduce il rischio di insorgenza di tumore e di rischio cardiovascolare per i fumatori: indipendentemente dal tipo di sigarette, i fumatori hanno un rischio
20 volte maggiore di sviluppare un tumore al polmone rispetto ai non fumatori e ogni anno in Italia circa 35.000 persone muoiono per tumore ai polmoni (26.000 uomini e 7000 donne).
Il rischio è ancora superiore per coloro che fumano sigarette senza filtro.
L’unico modo per un fumatore di correre meno rischi di ammalarsi di questo tumore è
smettere di fumare.
Non importa da quanto tempo si è fumatori, si è sempre in tempo per smettere e trarne giovamento: entro pochi giorni dall’ultima sigaretta migliorano il livello di ossigeno nel sangue, il gusto e l’olfatto, la capacità polmonare e, di conseguenza, la funzione respiratoria; entro pochi mesi diminuiscono il senso di affaticamento, la tosse e la sinusite; ed entro pochi anni il rischio di ammalarsi di tumore al polmone diventa quasi uguale a quello di una persona non fumatrice.
Dal punto di vista cardiovascolare, invece, l’abitudine al fumo aumenta drasticamente il
rischio di infarto e ictus, soprattutto se combinato ad altri fattori di rischio individuali.