Area medici Area utenti Cos'è Cardiolab
EN  |  A A
Fattori di Rischio > Familiarità

Familiarità

È certo che chi ha un familiare di primo grado (madre o padre) che ha avuto una
malattia cardiocerebrovascolare ha un rischio aumentato di incorrere nel medesimo evento, tanto più quanto più giovane si è ammalato il familiare.
È invece ancora oggetto di studio il peso della familiarità quando le malattie si presentano nei cosiddetti consanguinei collaterali (fratelli e sorelle, cugini e così via). Questo aspetto dell’ereditarietà delle malattie cardiovascolari è quindi controverso e non viene considerato generalmente nelle cosiddette carte del rischio, gli strumenti utilizzati dai medici per valutare il cosiddetto rischio globale, che oltre alla familiarità considera anche tutti gli altri fattori di rischio.

La difficoltà di valutare il peso della familiarità dipende principalmente dal fatto che diversi fattori di rischio cardiovascolare (l’obesità, l’ipertensione o il colesterolo alto, ad esempio) si ereditano anch’essi, seppure non sempre, dai genitori.
Non è possibile intervenire sul proprio profilo genetico per cambiare il rischio
ereditario, ma sapere di avere una familiarità per queste malattie consente di
“compensare” il rischio con uno stile di vita il più possibile sano (alimentazione corretta, attività fisica) e con controlli ravvicinati di pressione e colesterolemia, una volta raggiunta l’età a rischio (in genere a partire dai 40 anni per gli uomini e dopo la menopausa per le donne).

Familiarità delle malattie cardiovascolari: distribuzione nelle diverse aree geografiche italiane

L’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato alcune ricerche per stabilire quanto
frequente è la familiarità per malattie cardiovascolari nelle diverse aree d’Italia in base a età e sesso.

Le malattie prese in considerazione sono:
infarto del miocardio; ictus; fibrillazione atriale; claudicatio intermittens; angina pectoris; ttacco ischemico transitorio (TIA); ipertrofia ventricolare sinistra.

Nord Ovest (Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Liguria): rischio familiare per malattia cardiocerebrovascolare pari al 28% per gli uomini e al 34% per le donne;

Nord Est (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna): 23% degli uomini e 30% delle donne;

Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 23% degli uomini e il 24% delle donne;

nel Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) il 24% degli uomini e 30% delle donne.

Anziani

Nella fascia di età fra 65 e 74 anni la familiarità per malattie cardiovascolari nelle diverse macroaree geografiche riguarda:
Nord Ovest: 27% degli uomini e 33% delle donne;

Nord Est: 18% degli uomini e 30% delle donne;

Centro: 23% degli uomini e 22% delle donne;

Sud e Isole: 22% degli uomini e 26% delle donne.

Donne

Per le donne in menopausa (categoria di per sé a maggior rischio), la familiarità per malattie cardiovascolari nelle diverse macroaree del Paese riguarda:
Nord Ovest: 35%;

Nord Est: 29;

Centro: 25%;

Sud e Isole: 29%.
Il ruolo della familiarità

    

Scopri tutte le date del Cardiolab Tour


Prossima tappa: Non presente


scopri

Conosci i principali fattori di rischio cardiovascolare? E fai abbastanza per ridurli? Scoprilo con i nostri test! Riceverai subito dei consigli su misura per te.

entra

Cardiolab e Cardiolab.it sono marchi
Bayer HealthCare

© 2009 CardioLab   |   Partita IVA 06129410152   |   Note legali e condizioni d'uso   |   Privacy & disclaimer

Forchets Digital