Che gli antibiotici e le uova non vadano d’accordo è un pensiero molto comune, eppure non c’è nulla di vero in tutto ciò.
È probabile che l’idea derivi da una convinzione diffusa, ovvero che gli antibiotici siano “pesanti” per il
fegato, così come le uova, e che quindi, se combinati, possano provocare un sovraccarico di questo importante organo.
In realtà, molti antibiotici vengono metabolizzati dal fegato così come la maggior parte dei farmaci e moltissime sostanze che entrano nell’organismo. Questo però è il compito fisiologico di questo organo e non crea, se non in casi molto rari, alcun disturbo. Anche le uova, a causa del contenuto elevato di colesterolo nel tuorlo, sono considerate non adatte a chi soffre di disturbi al fegato.
E anche in questo caso esiste una
spiegazione scientifica che illustra la probabile origine di questa credenza: il fegato produce anche i sali biliari che vanno a comporre la bile, ricca di enzimi digestivi, a sua volta contenuta nella cistifellea. In caso di pasto molto grasso o ricco di colesterolo, la produzione biliare aumenta e ciò può provocare coliche e dolori in chi ha problemi di irritazione o di calcoli della cistifellea.
Le false convinzioni riguardo agli antibiotici sono molto numerose: per esempio, non è vero che la terapia antibiotica indebolisca l’organismo e che sia necessario, dopo un ciclo, assumere dei ricostituenti. È probabile che, dal momento che gli antibiotici vengono utilizzati per trattare le infezioni batteriche che sono per propria natura molto debilitanti, la perdita di energie sia stata erroneamente attribuita alla terapia.