Accanto alla valutazione dei fattori di rischio, alcuni esami di laboratorio o strumentali permettono al medico di rendersi conto del grado di rischio cardiocerebrovascolare del proprio assistito.
Sarà lui stesso a consigliare la cadenza e il tipo di esami a cui sottoporsi, dato che alcuni possono risultare superflui per una persona senza particolari fattori di rischio cardiocerebrovascolare.