Misurazione della pressione arteriosa
La misurazione della pressione arteriosa è l’esame più semplice ed economico cui il paziente può sottoporsi. È raccomandato, secondo le linee guida per l’ipertensione stilate da esperti del settore, a tutte le persone a partire dai 21 anni.
Anche per i bambini e gli adolescenti potrebbe essere utile, in occasione di visite
mediche, effettuare la misurazione della pressione.
La cadenza con cui misurarla sarà decisa dal medico come del resto l’eventualità di effettuare ulteriori esami di accertamento. Il monitoraggio della pressione in persone che presentano altri fattori di rischio potrà essere quindi più stringente.
Esami del sangue
Emocromocitometrico (emocromo): fornisce informazioni sulle varie componenti del sangue (globuli bianchi, rossi, piastrine, emoglobina) e permette al medico di
controllare lo stato di salute generale (presenza o meno di fenomeni infiammatori). Inoltre, dà indicazioni sulla viscosità del sangue e sul suo grado di ossigenazione (l’emoglobina, infatti, trasporta l’ossigeno dal sangue ai tessuti). Richiede il prelievo di 5 ml di sangue.
Sodiemia e potassiemia: fornisce indicazioni sulla concentrazione di sodio e potassio nel sangue. È utile per valutare la distribuzione dei liquidi nel circolo sanguigno.
La misurazione dei livelli di potassio può essere prescritta dal medico in corso di terapia con diuretici per valutare un’eventuale carenza dovuta a eccessiva perdita con le urine.
Creatininemia: misura la concentrazione di creatinina nel sangue, variazioni rilevanti dai valori normali possono essere messe in relazione a una patologia renale o a lesioni a carico dei muscoli (soprattutto del cuore). Il suo controllo è consigliato nei pazienti in terapia antipertensiva e nei diabetici per valutare la funzionalità renale.
Glicemia: per questo esame, che consiste nella misurazione del glucosio (zucchero) del sangue, si raccomanda il digiuno da 12 ore. Può servire a diagnosticare l’esordio di un diabete o a identificare eventuali problemi epatici.
Colesterolemia totale, LDL, HDL: questi esami sono molto importanti per la valutazione del rischio cardiocerebrovascolare. Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein, lipoproteina a bassa densità) e quello totale sono fattori che predispongono allo sviluppo di patologie cardiocerebrovascolari, mentre l’HDL (High Density Lipoprotein, lipoproteina ad alta densità) ha un effetto protettivo.
Uricemia: valuta la concentrazione nel sangue di acido urico e viene utilizzato anche per monitorare la funzionalità renale. I suoi valori aumentano soprattutto in persone affette da gotta.
Esame delle urine delle 24 ore: L’analisi delle urine prodotte nelle 24 ore permette di identificare la presenza anomala di proteine, zuccheri e sangue nell’urina e di esaminare il sedimento. Quando presenti denotano solitamente un danneggiamento della funzione renale.